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Six Nations: otto convocati di Zebre Parma, Fava: “Riconoscimento a percorso di crescita”

21/01/2026

"Investiamo su giovani, competenze e legami con il territorio". Ds Biagi: "Merito a tutto lo staff tecnico"

"Investiamo su giovani, competenze e legami con il territorio". Ds Biagi: "Merito a tutto lo staff tecnico"
Sono otto gli atleti delle Zebre Parma che vestiranno la maglia azzurra al raduno di Verona verso il Guinness Sei Nazioni 2026. La comunicazione ufficiale di Italrugby arriva in casa gialloblù a suggello di una settimana di grandi soddisfazioni, dopo la storica qualificazione agli ottavi di EPCR Challenge Cup, che si disputeranno allo stadio Lanfranchi di Parma.

Per molti una riconferma, per altri l’esordio tricolore. I convocati sono: Muhamed Hasa (4 caps), Tommaso Di Bartolomeo (6 caps), Samuele Locatelli (esordiente), David Odiase (3 caps), Alessandro Fusco (20 caps), Giacomo Da Re (6 caps), Damiano Mazza (convocato una volta, ma non ha ancora giocato), Lorenzo Pani (8 caps).

“La convocazione dei nostri ragazzi – commenta Gianni Fava, presidente del club Zebre Parma – è il riconoscimento al percorso di crescita che stiamo portando avanti. Il nostro obiettivo era ed è dare corpo e gambe ad una franchigia di sviluppo, che faccia da cinghia di trasmissione tra i club del territorio e la Nazionale. Stiamo investendo sui giovani, sui talenti italiani, su legami e collaborazioni che si basano sullo scambio di competenze. La Cittadella del Rugby deve essere il luogo delle opportunità. Noi ce la stiamo mettendo tutta, con volontà, professionalità e tanto coraggio”.

“Le Zebre tornano ad essere un serbatoio per la Nazionale – aggiunge George Biagi, direttore sportivo e operativo del club – e ovviamente siamo soddisfatti delle convocazioni. Ma sono in tanti dei nostri che stanno bussando alla porta di Quesada, sia quelli adesso in rosa, sia quelli che arriveranno. È il frutto di un lavoro intenso, il cui merito va a tutto lo staff tecnico, da coach Brunello ai suoi assistenti, ai fisioterapisti, ai medici, ai preparatori, agli analyst. Se un merito ci va riconosciuto, è quello di aver dato vita ad un gruppo coeso e compatto, dove i giocatori trovano spazio, si possono esprimere e quindi hanno la possibilità di migliorare”.